Storia della collezione
Origine
Mario Bellini concepì il divano Amanta nel 1966. Secondo l'articolo di HAY, il progetto rappresenta una proposta di un modo radicalmente nuovo di vivere la casa, fondato su flessibilità, comfort e un approccio scultoreo alla forma. Alla fine degli anni Sessanta, come racconta l'articolo di HAY sulla visita allo studio, l'Italia era attraversata da una spinta di liberazione sociale e sperimentazione creativa, e Amanta nacque da questo clima come sistema di sedute adattabile, con cuscini sospesi e una scocca senza giunture.

Linguaggio progettuale
L'articolo riporta il pensiero di Marco Sammicheli della Triennale di Milano, secondo cui Bellini eliminò le strutture metalliche a vista a favore di costruzioni integrate e più morbide, una lezione appresa da Le Corbusier, mentre la logica modulare di Amanta si ispira alla Barcelona Chair di Mies van der Rohe. Nel 1966 la scocca era realizzata in fibra di vetro, un materiale che l'articolo collega all'ottimismo tecnologico dell'epoca.

La riedizione di HAY
HAY ha riedito il divano con una scocca in ABS riciclato post-consumo al 99% almeno e cuscini in schiuma bilanciata con biomassa al 94%, in colori di scocca scelti da HAY e con rivestimenti in tessuto e pelle. HAY dichiara che l'intero divano è progettato per essere smontato. Viene venduto come singolo modulo o in versioni preconfigurate da 2, 3 e 4 moduli.
Pezzi principali
- Amanta 1 Seater, il modulo singolo
- Amanta 3 Seater, il divano a tre moduli
- Amanta 2 Seater e 4 Seater, le altre misure preconfigurate



